Opposti oltranzismi
Così il governo e le regioni possono firmare una tregua
Nella diatriba governo-regioni è possibile una tregua. Se bene utilizzata, potrebbe non essere di sola facciata. Si parte con due notizie: il relatore di maggioranza per la manovra finanziaria, Antonio Azzollini, ha presentato un emendamento, stavolta accolto dalla maggioranza con l’ok del governo, che introduce la “flessibilità virtuosa”. I tagli restano cioè invariati. La seconda notizia è la convocazione per domani della Conferenza stato-regioni, alla presenza di Giulio Tremonti.
13 AGO 20

Quindi il muro contro muro non conviene a nessuno: né alle regioni, dove dietro la facciata gli interessi finiranno per divergere e qualcuno, comportandosi bene, può minimizzare i danni (per esempio sulle sovrattasse Irap e Irpef); e neppure al governo, che non può far partire la rivoluzione istituzionale del federalismo fiscale in un clima di guerra. C’è un terzo motivo, ancora più importante: l’ostilità contro il ministro dell’Economia è il migliore alibi per continuare con sprechi, inefficienze e clientele. Toglierlo dalle mani degli enti locali provocando una concorrenza virtuosa tra amministratori potrebbe addirittura costituire una riforma liberale.